Il Locale

Oi Marì è ricavato in un tipico ambiente rupestre ed è un esempio di adattamento delle strutture ipogee alle esigenze che a mano a mano andavano emergendo durante i lunghi secoli di vita di ognuna delle grotte.L’azione di scavo, che cancella, non consente di identificare la struttura originaria nelle prime fasi d’uso ma appare evidente che il risultato dell’aspetto odierno è il frutto di un adattamento continuo dell’impianto originario.Nel ristorante-pizzeria, ubicato in una delle grotte affacciate su Via Fiorentini, la vita della struttura è percepibile in numerosi elementi.L’ambiente in fondo al ristorante, a cui si accede tramite una scala, sfrutta una cisterna o neviera ormai defunzionalizzata, pertinente ad un ambiente posto ad una quota superiore. La cucina è ricavata in uno spazio costruito appoggiato alla parete di facciata della grotta.La sigla identificativa della proprietà, probabilmente ecclesiastica, posizionata su un muro attualmente interno ma che doveva essere faccia-strada, e l’incisione sull’ingresso testimoniano l’incessante accrescersi degli spazi che caratterizza queste celle insediative che vivono letteralmente con l’uomo adattandosi alle sue esigenze.